SCELTI PER VOI
Rubrica a cura di Emanuele Romallo
MARZO 2026
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STORIA
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L'ALTRA EUROPA. MITI, CONGIURE ED ENIGMI ALL'OMBRA DELL'UNIFICAZIONE EUROPEA. - Paolo Rumor, Giorgio Galli, Loris Bagnara
BGC C 723

Questo libro nasce da una telefonata, un incontro personale e un manoscritto. La telefonata avviene tra Paolo Rumor, discendente dell'omonima famiglia protagonista di molte vicende della Democrazia Cristiana, e Giorgio Galli, il massimo esperto italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Oggetto della telefonata e del successivo incontro tra i due è un manoscritto per molti versi sconcertante. Si tratta di un ampio segmento delle "Memorie riservate" di Giacomo Rumor, padre di Paolo ed esponente di punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini, futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese all'epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto passo verso l'Unione Europea. Dalle pieghe di questa sinergia emergono confidenze inquietanti: dietro al lavoro diplomatico che porta al Trattato sembrano nascondersi alcune centrali occulte, portatrici di una loro idea di Europa, con sensibili interferenze non solo della Cia e del Vaticano, ma anche di misteriosi, antichissimi circoli esoterici...

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LA MEMORIA DIMEZZATA. I CAMPI FASCISTI NELLE TESTIMONIANZE SLOVENE. - Marta Verginella, Oto Luthar, Urska Strle
BGC C 617

Molti campi di internamento fascisti furono caratterizzati da condizioni brutali, paragonabili a quelle dei campi nazisti; non pochi erano riservati alla popolazione slovena. È questa una delle pagine più buie della politica coloniale e bellica del regime: una storia rimossa, trascurata anche dalla storiografia italiana, così come da quella slovena. Tra il luglio e il novembre del 1942 fu portata avanti una grande offensiva nei territori sloveni, prima con il massacro della popolazione civile e poi con la deportazione di circa 30000 persone. Intere famiglie furono imprigionate nei campi fascisti, dove vennero sottoposte a un trattamento durissimo. Per la maggior parte si trattava di sloveni ribelli, ma anche di amici e familiari – bambini compresi – dei partigiani: contro di loro l’azione degli italiani, che si prefiggevano di fascistizzare l’area occupata, fu crudele e sistematica. In ciò il regime proseguiva una strada già sperimentata nei campi di internamento africani, gravata tuttavia da un atteggiamento del tutto particolare – di affinità e insieme diffidenza, di superbia e insieme di timore – mostrato tradizionalmente nei confronti della popolazione slovena. Attraverso un accurato e minuzioso lavoro di storia orale, gli autori del volume danno voce a coloro che sulla propria pelle subirono la deportazione: sono loro – all’epoca per lo più bambini – a raccontare, portando alla luce vicende di sofferenza e di violenza, ma anche episodi di solidarietà. Intrecciando le testimonianze con la ricostruzione del contesto europeo, si compone il quadro storico generale e si indagano le ragioni per le quali questo trauma collettivo per troppo tempo ha faticato – e tuttora fatica – a emergere e a essere presente in tutta la sua complessità nella memoria comune slovena e in quella italiana.

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SVEGLIARSI ADULTI. VITA DI SANDRO DELMASTRO, PARTIGIANO E AMICO DI PRIMO LEVI. - Roberta Mori
BGC C 607

Chi era quindi la persona in carne e ossa dietro il personaggio? I documenti d'archivio, le lettere, le fotografie e gli scritti inediti lasciano emergere il ritratto di un giovane straordinario e inafferrabile. Ufficiale di Marina e appassionato di montagna, intellettuale e uomo d'azione, dopo l'8 settembre 1943 Delmastro fu tra i capi della Resistenza a Torino. Se nel "Sistema periodico" Primo Levi aveva preso una persona reale e le aveva dato dignità letteraria, qui il personaggio letterario è riportato alla realtà. Questa oscillazione tra il Sandro letterario e il Sandro reale dà una tridimensionalità stupefacente alla sua storia, inducendo chi legge a pensare che un così perfetto equilibrio tra finzione e realtà sia l'unica forma possibile per una biografia.

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MATERIALI AUTARCHICI. CONSERVARE L'INNOVAZIONE. - Sara Di Resta, Giulia Favaretto, Marco Pretelli
BGC C 643/29

Le sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni all'Italia fascista in seguito all'invasione dell'Etiopia (1935-1936) coincidono con l'ultimo atto del progressivo irrigidimento delle politiche autarchiche promosse dal regime a partire dal 1926. Se l'obbligo di acquisto dei soli prodotti nazionali da parte delle amministrazioni pubbliche e il successivo innalzamento dei già onerosi dazi doganali avrebbero generato, tra gli altri, gravi problemi di approvvigionamento del ferro per armature nel campo delle costruzioni, queste politiche avrebbero dato avvio anche a una stagione di innovazione e sperimentazione di nuovi prodotti derivati da materie prime presenti sul territorio. Partendo da uno sguardo attento al contesto dello sviluppo del sistema industriale italiano, il volume presenta uno studio sistematico delle caratteristiche fisiche, costruttive e degenerative dei "materiali autarchici" evidenziando aspetti centrali connessi alla conservazione del patrimonio del XX secolo.

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IL GERARCA CHE SFIDÒ MUSSOLINI. AURELIO PADOVANI E IL FASCISMO MERIDIONALE. - Gigi Di Fiore
BGC C 736

Nell’ottobre del 1922, il Partito fascista raduna le sue forze a Napoli, in quella che appare una dimostrazione intimidatoria in vista della marcia su Roma. Tra gli organizzatori dell’adunata c’è uno dei capitani del Sud, leader del fascismo campano delle origini: il gerarca Aurelio Padovani. Volontario della guerra di Libia e reduce pluridecorato (e mutilato) della Grande guerra, Padovani è un antisocialista feroce con un incredibile ascendente sui lavoratori napoletani, tanto che Mussolini ne intuisce subito le capacità e lo vuole accanto a sé nella sua scalata verso palazzo Chigi, che non può fare a meno di sostegni nel Mezzogiorno. Ma il loro sodalizio è destinato a incrinarsi. Il duce e Padovani hanno idee molto diverse su come il nuovo partito debba allargare la propria base elettorale. Contrariamente a Mussolini, Padovani non vuole stringere alleanze con i nazionalisti, espressione al Sud del potere stantio ed elitario dei vecchi notabili; il partito che sogna è repubblicano, vicino ai liberali, garante della tranquillità e indisponibile a qualsiasi compromesso. Lo scontro tra i due si inasprisce di giorno in giorno, arrivando all’espulsione di Padovani dal partito, finché, nel 1926, il capitano e otto dei suoi fedelissimi restano uccisi nel crollo del balcone della sua casa-studio in via Orsini, nel quartiere di Santa Lucia a Napoli. Su quella disgrazia aleggiano molti dubbi, tanto che la folla acclamante raccolta sotto casa del “ribelle in camicia nera” sospetta subito un attentato e si riversa per le strade a caccia di un colpevole. Le indagini e il processo smentiranno questa ipotesi, la svolta autoritaria del regime nasconderà i contrasti pregressi e Padovani cadrà nel dimenticatoio. In occasione del centenario della marcia su Roma, Di Fiore, grazie a una monumentale ricerca su inediti atti processuali rimasti finora sepolti negli archivi e fonti giornalistiche dell’epoca, svela una storia dimenticata che ci pone davanti uno di quei bivi in cui si determinò il futuro del paese: cosa sarebbe stato il fascismo senza la caduta di quel balcone?

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CORPI ESTRANEI. COME PANDEMIE E VACCINI HANNO PLASMATO LA STORIA. - Simon Schama, Tullio Cannillo
BGC B 90

Da millenni gli esseri umani e i virus coesistono e, suo malgrado, l'umanità più di una volta si è scoperta vulnerabile, stretta tra il terrore del contagio e l'ingegnosità della scienza. Soffermandosi in particolare su avvenimenti del XVIII e XIX secolo, Schama focalizza la propria ricerca su un tema ancora oggi attuale, ossia il sospetto e i pregiudizi che da sempre hanno accompagnato tanto l'insorgere di inattese epidemie quanto le nuove scoperte scientifiche volte a scongiurarne gli effetti peggiori. Infatti, diverse malattie infettive dilagarono nelle affollate città moderne: il vaiolo colpì Londra, il colera infestò Parigi, la peste flagellò l'India. Il compito della nascente scienza medica? Fermare la mortalità. Per raccontare quella frenetica battaglia per salvare quante più vite umane possibili, Schama presenta un'incredibile sequenza di personaggi e di storie. Tra queste, la triste parabola di un eroe quasi sconosciuto, Waldemar Haffkine. Scienziato ebreo di Odessa e microbiologo presso l'Istituto Pasteur, Haffkine sviluppò il primo vaccino contro il colera e, trasferitosi in India, fu pioniere di una serie di studi scientifici che contribuirono a immunizzare milioni di persone. Acclamato in Inghilterra come «salvatore dell'umanità», fu però vittima di un atto di scioccante ingiustizia che mise fine alla sua brillante carriera. Nel ripercorrere la lunga storia della lotta tra l'uomo e i virus, Schama trova lo spunto per difendere la propria incrollabile certezza che esista un legame profondo e inscindibile che ci unisce alla natura e alla nostra specie. Alla fine, sostiene Schama, affrontiamo alcune sfide del nostro tempo insieme, come la lotta contro le infezioni pericolose. In quei momenti, «non ci sono estranei, ma solo amici intimi: un'unica preziosa catena di connessioni».

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SORVEGLIATA SPECIALE. LE RETI DI CONDIZIONAMENTO DELLA PRIMA REPUBBLICA. - Romano Benini, Vincenzo Scotti
BGC C 114/33

Viene qui analizzato il filo conduttore delle vicende della Prima Repubblica, soffermandosi sugli episodi chiave, dalla strage di Portella della Ginestra fino a quella di via d'Amelio, dall'uccisione di Mattei al rapimento Moro, per delineare la logica di fondo degli eventi, anche alla luce di quanto emerso dalle inchieste della magistratura, dalle analisi degli storici e dai documenti declassificati dell'intelligence italiana e straniera. Il libro racconta quanto emerso dalla verità giudiziaria e dagli atti delle indagini e descrive in particolare il ruolo delle reti che hanno agito per condizionare gli eventi e il relativo impatto sugli stessi.

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TELE ROSSE, GLEBE NERE. SGUARDI E LINGUAGGI DEL RIBELLISMO POPOLARE NEL SUD (SECOLI XVII-XIX). - Francesco Campennì
BGC C 725

Il volume presenta scenari di ribellione popolare e contadina nel Mezzogiorno dal XVII al XIX secolo, nella prospettiva della storia culturale, della lunga durata e della storia comparata. Semiotica e retorica delle folle, di gruppi sociali in tumulto (il rosso associato al mestiere del mare, alla simbologia del sangue; il nero della miseria, delle male vite; il carnevalesco, tempo rituale di rovesciamento e ritorno a un’economia morale) alimentano le testimonianze letterarie, gli sguardi sul Sud e del Sud in rivolta, diventano forma interpretativa del contesto, contro una storia fattuale in cui le cause politiche e sociali sono state presentate come istanza storiografica alternativa nella spiegazione della realtà. Nel folklore di rivolta, questa appare contraddittoria, scandita da rapporti trasversali alle classi, da contaminazioni culturali, connivenze e fratture interpretabili alla luce di un sostrato culturale attorno a cui motivi simbolici, sociali, politici vengono a coesistere.

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MI SENTO ABBANDONATO. LA VERA STORIA DELLA TRATTATIVA PER SALVARE ALDO MORO. - Claudio Martelli; Francesco De Leo
MAG C 11219

Dal quartiere Trionfale di Roma rientravano i generali dell’impero dalle battaglie vittoriose. Nella stessa zona, in via Fani, il 16 marzo 1978 si consuma una delle più gravi sconfitte dello Stato italiano: alcuni militanti delle Brigate rosse attaccano la vettura che conduce il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro a Montecitorio per votare la fiducia al quarto Governo Andreotti. I carabinieri e i poliziotti dell’auto di scorta vengono massacrati. Il leader viene trascinato fuori dall’auto e rapito. Questo libro racconta gli ultimi cinquantacinque giorni di vita dello statista, che verrà assassinato il 9 maggio 1978. Nella prima parte Claudio Martelli ricostruisce quelle settimane drammatiche in cui affiancò Bettino Craxi nel tentativo politico di salvare la vita al leader democristiano: una lucida riflessione sulla «trattativa», che si contrappone alla linea della fermezza scelta dal governo e segna la profonda divisione del Paese in quel tragico passaggio. Nella seconda parte, Francesco De Leo indaga sui retroscena della vicenda nei dettagli, attraverso le testimonianze inedite di alcuni dei protagonisti di allora (Franco Piperno, Claudio Signorile, Aldo Tortorella, Giovanni Pellegrino, Massimo D’Alema, Luigi Zanda, Valerio Morucci), e ricorrendo a documenti come il memoriale di Craxi e il diario inedito di Amintore Fanfani, il presidente Dc del Senato che così scriveva in quei giorni: «In un momento assai delicato della vita nazionale e dei rapporti internazionali è stato eliminato con la violenza il più autorevole statista del nostro Paese».

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LA SIRIA ANTICA. ARTE E ARCHITETTURA. - Paolo Matthiae
BGC B 48/1053

La Siria è comparsa tardi da protagonista nel grande scenario dell’Archeologia orientale, dominato prima dall’Egitto e poi, dall’Ottocento, dalla Mesopotamia; e solo negli ultimi decenni di quel secolo di straordinarie esplorazioni ebbero inizio gli scavi nell’area siriana. Nel Novecento si sono poi susseguite clamorose scoperte che ci hanno restituito un’inedita immagine del territorio siriano nell’antichità: nel 1929 a Ugarit sulla costa del Mediterraneo, nel 1933 a Mari sul medio Eufrate e nel 1964 a Ebla nella Siria interna. Gli Egizi, creatori della più antica, complessa, durevole e splendida civiltà tra quelle affacciate sul Mediterraneo, consideravano la Siria negativamente singolare per la mutevole situazione climatica, per la costante frammentazione politica, per la bizzarria dei grandi fiumi, Eufrate e Tigri, che avevano un corso, a differenza del Nilo, da nord a sud, e utile solo per rifugiarvisi, come accadde a Sinuhe, o per crearvi un impero, come fecero i Thutmosidi. Ma la Siria, proprio per la sua conformazione geografica, è stata protagonista nel III millennio a.C. della seconda urbanizzazione della storia dell’umanità a scala planetaria, indipendente dalla presenza di una valle alluvionale. La Siria dell’Età del Bronzo ha reso piena verità al detto che «città» è sinonimo di «civiltà» e ha fatto sì che la città divenisse un modello universale di illimitata versatilità nella storia della Terra.

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NAZISMO. STORIA ILLUSTRATA. EDIZ. ILLUSTRATA. - Delia Guasco
BGC B 86

Le basi ideologiche, le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei, gli strumenti e gli apparati del terrore politico e militare. I protagonisti, il culto del Führer, la propaganda, e ancora il progetto del "nuovo ordine europeo". Oltre 100 immagini iconiche degli storici archivi Magnum/Contrasto e Roger-Viollet ricostruiscono una delle fasi più buie nella storia dell'umanità.

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IL PURGATORIO DEI VINTI. LA STORIA DEI PRIGIONIERI FASCISTI NEL CAMPO DI COLTANO. - Gianni Oliva
BGC B 91

Da Raimondo Vianello a Enrico Maria Salerno, da Walter Chiari a Enrico Ameri, dal giornalista Mauro De Mauro all'anziano scrittore americano Ezra Pound, dal futuro ministro Mirko Tremaglia all'olimpionico della marcia Pino Dordoni: ci sono tanti nomi diventati illustri tra gli oltre trentamila militi e sostenitori della Repubblica sociale italiana ammucchiati, a fine guerra, nel campo di prigionia allestito dagli Alleati a Coltano, alle porte di Pisa. Sono i vinti della guerra civile, per la maggior parte «ragazzi di Salò», che dopo l'8 settembre hanno scelto la continuità con i valori del Ventennio e in nome di un malinteso senso della patria e dell'onore sono andati a cercare la dannunziana «bella morte», schierandosi dalla parte sbagliata della storia. Alcuni dei loro camerati hanno avuto un destino drammatico, travolti nella convulsione della resa dei conti; altri, come Dario Fo, sono riusciti a eclissarsi prima del tracollo; altri ancora sono rinchiusi in campi minori, a Padula, Scandicci, Rimini. Alcuni di loro ricorderanno l'esperienza senza reticenze e senza orgoglio, riferendosi a una stagione della vita rispetto alla quale serve più comprensione che anatema («non rinnego né Salò né Sanremo» confesserà Raimondo Vianello); molti cercheranno di rimuovere e cancellare; altri ancora ammetteranno con imbarazzo rinviando alla confusione del periodo. Con un attento lavoro sulle testimonianze autobiografiche e la documentazione scientifica, l'autore ripercorre la vicenda dei prigionieri di Coltano, le difficoltà delle condizioni di vita, l'indeterminatezza del loro status giuridico, le ambiguità di una stagione sospesa tra volontà punitiva e bisogno di normalizzazione, i successivi percorsi della memoria. Ne risulta un quadro suggestivo, nel quale Coltano non si presenta come il campo di prigionia di ex combattenti nostalgici, ma come lo specchio dello smarrimento ideologico e morale lasciato nelle coscienze dal 1943-45.

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ADRIATICO AMARISSIMO. UNA LUNGA STORIA DI VIOLENZA. - Raoul Pupo
BGC C 577/1080

Le terre dell'Adriatico orientale sono state uno dei laboratori della violenza politica del ʼ900: scontri di piazza, incendi, ribellioni militari come quella di D'Annunzio, squadrismo, conati rivoluzionari, stato di polizia, persecuzione delle minoranze, terrorismo, condanne del tribunale speciale fascista, pogrom antiebraici, lotta partigiana, guerra ai civili, stragi, deportazioni, fabbriche della morte come la Risiera di San Sabba, foibe, sradicamento di intere comunità nazionali. Queste esplosioni di violenza sono state spesso studiate con un'ottica parziale, e quasi sempre all'interno di una storia nazionale ben definita – prevalentemente quella italiana o quella jugoslava (slovena e croata) –, scelta questa che non può che originare incomprensioni e deformazioni interpretative. Infatti, è solo applicando contemporaneamente punti di vista diversi che si può sperare di comprendere le dinamiche di un territorio plurale come quello dell'Adriatico orientale, che nel corso del '900 oscillò fra diverse appartenenze statuali. Inoltre, le versioni offerte dalle singole storiografie nazionali non fanno che rafforzare le memorie già a suo tempo divise e rimaste tali generazione dopo generazione. Sono maturi i tempi per tentare di ricostruire una panoramica complessiva delle logiche della violenza che hanno avvelenato – non solo al confine orientale – l'intero Novecento.

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LA COSTRUZIONE DELL'UCRAINA CONTEMPORANEA. - Simona Merlo
BGC C 714

Quali sono le radici storiche, culturali, politiche e religiose dell'Ucraina contemporanea? A partire da un'ampia bibliografia e da fonti documentarie di prima mano, il volume, frutto di una ricerca pluriennale, ne ripercorre il processo di costruzione, centrando il proprio focus sulla transizione dalla perestrojka gorbacëviana allo Stato post-sovietico. Ne emerge la fisionomia di un territorio che storicamente si è trovato «alla frontiera» - tale è il significato del toponimo Ukraïna - di Stati plurinazionali, prodotto di stratificazioni, spostamenti di confine, trasferimenti di popolazioni, contaminazioni culturali, profondamente segnato da eredità storiche differenti e oggetto in età contemporanea di progetti politici contrastanti. Molti nodi controversi della costruzione dell'Ucraina contemporanea restano tutt'ora irrisolti, mentre nel paese infuria una guerra i cui esiti sono difficili da prevedere, ma le cui radici affondano in una storia che esige di essere compresa nella sua complessità.

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LE RADICI DELL'ARTE MEDIEVALE. - Marco Collareta
BGC C 95/14

Ai capitoli che portano avanti il racconto storico corrispondono sessantadue schede che presentano altrettante opere d'arte scelte entro una vasta gamma di tecniche e tipologie particolarmente adatte a illustrare i temi e i problemi trattati. Conclude il volume una selettiva bibliografia. Per quanto il giudizio negativo sul Medioevo possa dirsi superato da tempo, molte incomprensioni ostacolano ancora il pieno apprezzamento dell'arte di quel periodo. Affrontando di petto il problema, la prima parte del volume ripercorre la genesi storiografica della nozione ormai assodata di Medioevo artistico, per concentrarsi poi sul sistema delle arti e la personalità dell'artista, due degli aspetti in cui l'orizzonte mentale dell'età di mezzo si distacca maggiormente da quello oggi piú familiare. Stabiliti cosí alcuni punti fermi di carattere generale, la seconda parte del libro traccia in quattro distinti scenari il divenire delle arti visive tra Costantino e l'anno Mille, individuando nei cosiddetti «secoli bui» le basi di uno sviluppo unitario che, partendo dal Mediterraneo tardo-antico, s'estende col tempo all'intero Occidente per culminare poi nel grande romanico europeo.

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MARE APERTO. STORIA UMANA DEL MEDITERRANEO CENTRALE. - Luca Misculin
BGC C 575/1

Per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. Persino in un posto come il Mediterraneo centrale, dove Europa e Africa si guardano a poca distanza. La storia di questo pezzo di mondo, di un mare che può essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi. Dagli uomini preistorici che dalle sue sponde osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, alle popolazioni che per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua; dai mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, alle misteriose civiltà dell’età del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, come gli italiani che furono spediti in Libia dal regime fascista, o quelli che da sud vanno verso nord, come le migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza. Luca Misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. E allo stesso tempo racconta il Mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi più inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere. Muovendosi fra le coste libiche e tunisine, Pantelleria e Linosa fino a Lampedusa, Misculin ci fa conoscere un mare tutt’altro che nostrum, mostrandoci il Mediterraneo come fosse la prima volta, con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondità storica e umana.

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LE CENTO VITE DI CAGLIOSTRO. - Pasquale Palmieri
BGC C 718

Il conte di Cagliostro - identificato dalle autorità con il lestofante siciliano Giuseppe Balsamo - raggiunse la celebrità negli ultimi decenni del Settecento grazie a presunte doti divinatorie, abilità alchimistiche e militanze massoniche. Le sue imprese stimolarono cronache giornalistiche, libelli, satire, ritratti, caricature, romanzi, componimenti poetici. Viaggiò senza sosta da un paese all'altro e divenne prototipo del «divo» moderno. Appariva abbastanza stravagante da suscitare stupore, ma possedeva anche la tipicità necessaria per risultare credibile. Pasquale Palmieri lo racconta a partire da alcuni momenti decisivi della sua vita, segnati da procedimenti giudiziari che attirarono un'attenzione senza precedenti da parte dei media di tutta Europa. Cagliostro assunse pose anticonformiste, ma perseguì con determinazione lo scopo di conformarsi ai valori dei ceti dominanti. Fu un autentico fenomeno mediatico, protagonista di uno spettacolo ricco di colpi di scena. La sua vicenda toccò argomenti cruciali come il funzionamento della giustizia, l'esercizio del potere, l'organizzazione del sapere e il rapporto con la natura. Alimentò dubbi ed enigmi, suggerendo solo risposte frammentarie e incomplete, sospese tra fede e razionalità, virtù e misfatto, redenzione e dannazione.

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UNA VITA PARTIGIANA. PERCHÉ LA BATTAGLIA PER I NOSTRI DIRITTI CONTINUA ANCORA OGGI. - Teresa Vergalli
BGC C 727

«Sono andata a scuola fino al bombardamento di Reggio, il 7 gennaio 1944. Dopo, le magistrali furono trasferite più a nord, troppo lontane per me, che avrei dovuto raggiungerle pedalando. Avevo sedici anni. A casa ho detto subito che volevo aiutare mio padre e i suoi amici. Volevo entrare nella Resistenza. Avevamo impressa sulla pelle l'avversione per quella violenza e per le angherie che stavamo subendo, i rastrellamenti, i saccheggi, gli incendi, le uccisioni pubbliche: era normale essere sfacciatamente antifascisti.» Teresa Vergalli è stata partigiana combattente, nome di battaglia Anuska. Era una staffetta: percorreva in lungo e in largo le campagne della Val d'Enza, tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Parma, portando messaggi e documenti, ma anche guidando dirigenti e responsabili militari da un punto all'altro, curandosi che non venissero intercettati o arrestati. Tra il 1944 e il 1945 si è ritirata in montagna per sfuggire ai rastrellamenti, poi è tornata di nuovo in pianura a organizzare i Gruppi di difesa delle donne per la Resistenza e per l'emancipazione, a tenere un'infinità di colloqui e piccole riunioni segrete per l'educazione democratica della popolazione e degli stessi partigiani. Finita la guerra, ha terminato gli studi e proseguito l'attività politica: ha partecipato alla creazione dell'Unione Donne Italiane e dell'Associazione delle ragazze, poi ha scelto di diventare maestra elementare, con la missione di contribuire a creare cittadini consapevoli, capaci di coscienza sociale e di solidarietà. Oggi Teresa Vergalli ha novantacinque anni e dolorosamente osserva che, mentre la storia sembra ripetersi, ancora siamo chiamati a discutere di pace, di diritti delle donne, di scolarizzazione per tutti. Per questo una volta ancora sente il bisogno di raccontare la propria storia. Per ricordarci che tutto ciò che abbiamo conquistato con il sangue e con il dolore – la libertà, la democrazia – non è un'acquisizione perenne, ma deve continuare a essere difeso. E non per forza o solo al fronte, ma nella società tutta.

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I PERSIANI. L’ETÀ DEI GRANDI RE. - Lloyd Llewellyn-Jones
BGC C 233/83

Il pù vasto e influente impero dell'antichità riportato in vita utilizzando le fonti persiane antiche, ben diverse da quelle ostili greche. La storia sorprendente della potente e sofisticata dinastia achemenide in un libro che ridefinisce la nostra comprensione del mondo antico. I Grandi Re di Persia governarono il piú grande impero dell'antichità, che si estendeva dalla Libia alle steppe dell'Asia e dall'Etiopia al Pakistan. Nel cuore dell'impero sorgeva la leggendaria città-palazzo di Persepoli, dove i monarchi achemenidi regnavano nello sfarzo. Da quel luogo, Ciro il Grande, Dario, Serse e i loro eredi approvavano leggi, formavano eserciti e governavano il loro impero profondamente multiculturale. Tuttavia gli Achemenidi furono una delle maggiori famiglie disfunzionali della storia. I fratelli combattevano i fratelli per il potere, mogli e concubine complottavano per portare i rispettivi figli al trono, mentre eunuchi e cortigiani gareggiavano per ottenere influenza e prestigio. Tradizionalmente figlia delle storie di scrittori greci come Erodoto, la nostra comprensione dell'impero persiano ha subíto nel corso dei secoli distorsioni e deformazioni importanti. Llewellyn-Jones attinge alle fonti achemenidi originali, comprese le iscrizioni, l'arte e le recenti scoperte archeologiche in Iran, per dar vita a un'autentica «Versione Persiana» di questo straordinario primo impero dell'antichità.

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PECHINO IMPERIALE. - Adriano Madaro
BGC C 679

Queste pagine a tinte forti e colori pastello, ricche di Spiriti buoni e malvagi, di Yin e Yang, di legge e tortura, risvegliano l’interesse per il mitico regno sigillato dietro la Grande Muraglia. Come catapultati in un dipinto di Giuseppe Castiglione, missionario gesuita e pittore di corte nella Pechino di Qianlong, facciamo un viaggio nella Storia, tra gli usi e i costumi cinesi, alla scoperta del ruolo di eunuchi, concubine e Mandarini. Con Pechino Imperiale Adriano Màdaro, in veste di esploratore, ha il privilegio di visitare la Capitale Celeste del XVIII secolo, laddove pochi furono gli stranieri ammessi ad ammirare qualche squarcio della “Città Ideale”, concepita come “il riflesso del Cielo”, mappa divina donata dal Tao. È l’epoca del suo massimo splendore, sotto il regno di Qianlong (1735-1796), imperatore il cui nome profeticamente significa “Èra della Forte Prosperità”. Dopo oltre vent’anni di rigorose ricerche, l’autore propone una ricostruzione dettagliata della vita all’interno dei “quattro quadrati”: dalla Città Proibita alla Città Imperiale, dalla Città Cinese a tutto ciò che stava oltre le imponenti mura tartare. Accompagna il lettore, passo dopo passo, alla scoperta dei significati nascosti, dei numeri magici e dei dettagli architettonici della capitale imperiale.

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VISUS. STORIE DEL VOLTO DALL’ANTICHITÀ AL SELFIE. - Riccardo Falcinelli
BGC C 606

Pubblicando i selfie su Instagram ci poniamo gli stessi problemi che si è posto ogni artista e comunicatore nella Storia: cercare di rendere una faccia più eroica, autorevole, addirittura divina. O magari conferirle valori morali, come i pittori del Rinascimento, che ritraevano i sovrani accanto a una colonna o una tenda per esprimere maestà e prestigio. La faccia è la parte del corpo più soggetta ad attribuzioni di senso: anche se tendiamo a considerarli qualcosa di «naturale», i volti sono sempre una costruzione culturale. Da Alessandro Magno a Rita Hayworth, da Elsa di Frozen al bambino della Kinder, dall’icona di Cristo fino alle foto sulle lapidi dei nostri nonni, con immensa profondità di analisi e verve narrativa, Falcinelli inventa una «facciologia», chiamando in causa l’arte, la semiotica, le neuroscienze, la storia politica, la moda e i cosmetici. Perché il volto che ci costruiamo può determinare la vita che faremo.

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VITE DEI FILOSOFI. - Diogene Laerzio
BGC C 604/766

Grazie alle biografie laerziane, è stata conservata una incredibile quantità di notizie sulla storia della filosofia e della cultura antica, dai primi filosofi a Socrate, Platone e Aristotele, fino alle maggiori scuole dell’antichità, la stoica, la scettica, l’epicurea. In molti casi, infatti, solo grazie a Diogene Laerzio si sono potuti conoscere vita e pensiero di alcuni fra i maggiori pensatori dell’antichità. La curiosità per la notizia, il gusto per l’aneddoto, l’instancabile desiderio di ricostruire e tramandare per ogni fatto tutte le versioni conosciute, costituiscono motivo di piacevole lettura dell’opera laerziana, non solo per gli studiosi ma per tutti.

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LEONARDO. MOTORE INDUSTRIALE E FRONTIERA TECNOLOGICA DELL'ITALIA. - Paolo Bricco
BGC C 703

Finmeccanica, ribattezzata Leonardo nel 2016, è stata fondata nel 1948. Da allora le imprese di sua diretta emanazione hanno svolto una funzione di cesura nei passaggi epocali della storia italiana. L'economia pubblica, di cui questo gruppo è stato ed è una componente fondamentale, si è dovuta confrontare con le esigenze del Sistema Italia e con le dinamiche dei mercati internazionali. Ma soprattutto, al di là dei singoli settori, Finmeccanica-Leonardo ha mantenuto il Paese il più vicino possibile alle frontiere tecnologiche. Negli ultimi anni, lo ha fatto elaborando le competenze più raffinate negli elicotteri, negli aerei, nella cyber-sicurezza, con i suoi supercomputer ad alta potenza di calcolo e con la diffusione delle forme più avanzate di intelligenza artificiale applicate all'industria. Ogni decennio della storia recente è stato caratterizzato da salti tecnologici e specializzazioni produttive dell'industria italiana, europea e internazionale. In questi momenti salienti, Finmeccanica-Leonardo ha avuto un ruolo preciso e strategico per l'intero Paese. Paolo Bricco ne ripercorre in queste pagine il cammino costante verso l'innovazione.

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BELLEZZA DELL'EFFIMERO. - Pierre Zaoui
BGC D 76/1940

Che cosa può insegnarci una bolla di sapone? Nulla, apparentemente. E invece, secondo il filosofo Pierre Zaoui, in questa fragile sfera trasparente si riflette il mistero dell’esistenza: il gioco e il desiderio, l’illusione e il tempo, la gioia e la morte. "Bellezza dell’effimero" è una celebrazione della leggerezza: di ciò che, proprio nella sua fugacità, rende possibile una felicità autentica. In un mondo che idolatra la solidità ed esalta il superamento dei limiti biologici, Zaoui ci invita a un atto rivoluzionario: amare ciò che finisce, desiderare senza possedere. Questo libro è un’esplorazione nei regni della filosofia, dell'arte e dell'infanzia per capire come le bolle di sapone abbiano assunto nei secoli significati molteplici e contrastanti, dal memento mori al sogno d’evasione, dalla vanitas barocca alla semplicità di uno svago alla portata di tutti. In queste pagine dense di riflessioni e suggestioni, Zaoui ci invita a ribaltare il punto di vista sul mondo, privilegiando l’esperienza dei bambini alla sapienza degli adulti, e cercando l’incanto là dove questi vedono il monito di una fine incombente: la bolla di sapone, infatti, nella sua levità, ci insegna a vivere senza peso, a godere dell’attimo senza temere la sua fine. Non lascia traccia, e proprio per questo ci invita a un rapporto diverso con il tempo e con la fine. "Bellezza dell’effimero" è un inno a un’esistenza senza zavorre mentali, alla libertà dall’imperativo di perdurare a tutti i costi. Come una bolla di sapone, che vive sempre nell’istante prima di esplodere, così, sembra dirci Zaoui, anche noi possiamo affrontare il nostro quotidiano con nuova pienezza, consapevoli che nell’effimero risiede una saggezza immortale.

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STORIA DI GERUSALEMME. - Vincent Lemire, Christophe Gaultier
BGC RA 257

4000 anni fa Gerusalemme era una piccola città arroccata sul crinale tra il Mediterraneo e il deserto. Dopo essere stata egizia, persiana, ebraica, greca, romana, bizantina, araba, mamelucca, ottomana, inglese, giordana, israeliana e palestinese, oggi è un effervescente agglomerato di quasi un milione di abitanti. A raccontare i territori in cui sono nati i grandi monoteismi, dove si sono fronteggiati gli imperi e dove hanno spadroneggiato i conquistatori, è un importante storico francese che, utilizzando fonti archeologiche e documenti inediti, realizza un accurato ritratto di questa città-mondo, dalle origini ai nostri giorni.

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INDICE, STORIA DELL'. DAI MANOSCRITTI A GOOGLE, L'AVVENTUROSA STORIA DI COME ABBIAMO IMPARATO A ORIENTARCI NEL SAPERE. - Duncan Dennis
BGC C 664

Più di 2300 anni fa veniva edificata la biblioteca di Alessandria, pronta a raccogliere in un unico luogo migliaia di papiri. Questa concentrazione mai vista prima di opere pose dei problemi pratici: come orientarsi tra file e file di rotoli all'apparenza tutti uguali senza doverli srotolare uno per uno? Come dividerli tra gli scaffali, come raggrupparli? Fu il poeta Callimaco a trovare una soluzione semplice ma geniale: catalogare alfabeticamente le casse contenenti i rotoli e stilare a parte un volume che raccogliesse l'elenco delle opere presenti nella biblioteca. Man mano che la produzione di testi scritti aumentava, il libro stesso iniziò a cambiare, per rispondere alla domanda che tormentava già Callimaco: com'è possibile trarre velocemente un'informazione in questa selva di pagine? I libri iniziarono così a essere divisi in capitoli che scandivano i temi tenendo conto del tempo effettivo di una singola sessione di lettura, mentre la divisione dei paragrafi sorse insieme alle prime università, per fornire agli studenti una scansione visiva più rapida ed efficace. A partire dalle concordanze delle bibbie medievali, questo inesausto processo di affinamento tecnologico del libro si raddensò intorno a uno strumento oggi spesso sottovalutato, nascosto com'è nelle ultime pagine di ogni volume: l'indice analitico. Pochi lo sanno, infatti, ma è per rendere efficienti gli indici che sono nati i moderni numeri di pagina. E questa centralità segreta dell'indice nell'ecosistema del sapere arriva fino a oggi: ogni volta che sfruttiamo la barra di ricerca di Google stiamo solo accedendo a una forma avanzatissima di indice analitico, non poi troppo diverso da quelli che con l'invenzione della stampa presero a corredare la moltitudine di copie che affollavano le biblioteche del mondo. Dennis Duncan ci racconta l'avventurosa storia dell'indice analitico, di come abbia salvato eretici dai roghi, influenzato la politica e provocato risse tra scrittori. Scopriremo un regno di improbabile ossessione e piacere che accomunò nei secoli tipografi tedeschi e monaci medievali, Virginia Woolf e Vladimir Nabokov, filosofi illuministi e ingegneri informatici della Silicon Valley. Perché Indice, Storia dell' è in fin dei conti la storia di come abbiamo imparato con fatica e ostinazione a rendere leggibile il grande e vitale caos di conoscenza che ogni giorno produciamo.

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MEDIOEVO GLOBALE. AVVENTURIERI, VIANDANTI E NARRATORI A SAMARCANDA. - Franco Cardini
BGC C 665

In anni non lontani da quelli in cui Geoffrey Chaucer immagina i dialoghi fra i suoi pellegrini di Canterbury, dall’altra parte del mondo un gruppo d’inquieti viaggiatori, curiosi di Meraviglie, s’interroga sul mondo e sulla vita. Un dialogo a distanza tra Asia ed Europa, tra Oriente e Occidente, dieci serate nella leggendaria e misteriosa Samarcanda sono l’occasione in cui gli eccentrici protagonisti di questa storia si incontrano e si confrontano sull’epoca che più tardi sarà definita “Medioevo”, così come ognuno di loro la vive, e con le altre età della vicenda umana. Questi personaggi raccontano storie vere e scelgono liberamente i paragoni che vengono loro in mente per confrontare quelle storie con altre, vere anch’esse, avvenute sotto altri cieli e in differenti culture. Come nel Decameron di Giovanni Boccaccio e nei Canterbury Tales di Chaucer, Franco Cardini e Marina Montesano inventano una cornice letteraria, con personaggi di fantasia, ma solidamente verosimili e immersi nel loro tempo, con l’obiettivo d’immettere “il nostro Medioevo” all’interno di un più ampio e profondo contesto di storia non eurocentrica. Medioevo Globale è una lettura erudita, mirabolante e imperdibile per tutti gli amanti e gli appassionati della storia.

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IL PARLAMENTO DI FEDERICO II. LA DEMOCRAZIA MODERNA È NATA A FOGGIA NEL 1240. - Emanuele Faccilongo
AP C 747

Sulla storia e le gesta di Federico II hanno scritto in molti, ma pochi hanno colto la vera essenza di un bambino diventato imperatore. La sua innata esigenza di regolamentare il suo regno lo indusse a creare uno Stato moderno, regolato da leggi ordinate nel Liber Augustalis e da una burocrazia che consentirono, già ottocento anni fa, di controllare un territorio molto vasto come quello del Regno di Sicilia. Ma fece certamente di più. Dalla sua lungimiranza politica da un regno assolutistico si cominciò a guardare al concetto di democrazia. A partire dal Parlamento di Foggia del 1240 quando lo Stupor Mundi volle che fossero presenti i rappresentanti di tutti i Comuni del regno. La lotta contro il Papa di turno e l’amore per le arti e le scienze completano la personalità di un re che in un periodo senza regole come quello medievale riuscì a legiferare anche sulla tutela delle donne.

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LA RESISTENZA DIMENTICATA DEL SUD ITALIA. I FATTI DI BARLETTA. - Giacomo Giuseppe Colaprice
BGC D 110

La Resistenza non fu solo una guerra partigiana, ma un fenomeno complesso e variegato, che coinvolse uomini e donne di tutte le classi sociali, animati da un profondo senso patriottico, antifascista e di riscatto civile. In particolare, nel Sud Italia e in Puglia, la Resistenza si caratterizzò per la sua spontaneità e partecipazione popolare, non sempre riconosciuta dalla storiografia tradizionale ma fondamentale nel quadro della Liberazione nazionale. Gli episodi di coraggio e sacrificio, come quelli avvenuti a Barletta, testimoniano l’impegno e il contributo decisivo di soldati disorganizzati e civili in questa difficile fase della storia italiana. Nella città della Disfida, le componenti dello spontaneismo e del volontarismo furono dirimenti nella lotta contro l’oppressore, attraverso la strenua difesa della città da parte delle truppe guidate dal colonnello Grasso e dal contributo di civili come Addolorata Sardella, Lucia Corposanto e Tonino Lorusso. Questi episodi meritano di essere riconosciuti come Resistenza e di non cadere nell’oblio.

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IL MONDO DEI ROMANI. - Federico Santangelo, Giusto Traina
BGC C 95/128

Il lettore seguirà così l’ascesa di Roma, la sua progressiva affermazione come grande potenza imperiale e la sua trasformazione nel corso della tarda Antichità. Al tempo stesso vedremo l’evoluzione e la trasformazione delle istituzioni e della società, nonché le ripercussioni sulle ideologie del potere. “Il mondo dei Romani” esplora le strategie e le modalità con cui Roma impose il suo imperium sul Mediterraneo, sull’Europa occidentale, su ampie parti dell’Europa centrale, dell’Asia anteriore e del Nord Africa, discutendo il ruolo dei principali protagonisti, dal fondatore Romolo agli imperatori d’Oriente e d’Occidente nel V secolo, passando per personalità complesse come Scipione Africano, Gaio Mario, Cesare, Augusto, Adriano, Settimio Severo, Costantino, Giuliano, Valentiniano III. E tenendo nel debito conto anche i popoli che combatterono e interagirono con i Romani: gli Etruschi e i Sanniti, i Cartaginesi e i Galli, le potenze ellenistiche, i popoli germanici, gli Ebrei e gli Armeni, il grande Impero iranico dai Parti ai Sasanidi, gli Unni.

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LA NOSTRA GUERRA 1940-1945. L'ITALIA AL FRONTE TRA BUGIE E VERITÀ. - Arrigo Petacco
BGC C 729

Sulla soglia di questo saggio, denso di fatti e rapido di passo, Arrigo Petacco ha posto un esergo: "Quando comincia una guerra la prima vittima è sempre la verità. Quando la guerra finisce le bugie dei vinti sono smascherate, quelle dei vincitori diventano Storia". È quasi un'epigrafe, un memento utile per chi si appresta ad attraversare leggendo anni tumultuosi e a volte confusi, coperti prima dal segreto militare e poi, nel dopoguerra, dalla cortina fumogena della "versione ufficiale". Il secondo conflitto mondiale, scoccato all'insegna della guerra-lampo (Mussolini disse a un timoroso Badoglio: "La guerra finirà in fretta. Io ho solo bisogno di un certo numero di morti per sedere al tavolo della pace"), si sarebbe invece trascinato per anni, scatenando in Italia quella che ormai viene quasi da tutti considerata una guerra civile. Ma, ci ricorda Petacco, bisogna evitare ogni ricostruzione consolatoria: gli italiani non furono vittime innocenti, gettate nel tritacarne bellico da un megalomane Duce. Ci fu un'intera classe politica, militare, economica e intellettuale che prima acclamò Mussolini e poi, una volta prossimi alla fine, lo spacciò come unico responsabile del disastro; e anche il popolo minuto, gli operosi cittadini del fascio, furono parte attiva di questa epopea e di questa disfatta.

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CATILINA. UNA RIVOLUZIONE MANCATA. - Luciano Canfora
BGC C 737

Pare che Lucio Sergio Catilina, di nascita nobile e dalla carriera torbida, temprato nella ferocia delle guerre civili, sia approdato a questa convinzione, proclamata in una riunione segreta di suoi seguaci, quando ormai si accingeva, nell’anno 63 a.C., all’ultima, celebre, perdente battaglia contro l’oligarchia. Infiltrati vi erano anche nella sua cerchia. Così, il servizio di spionaggio agli ordini del console a lui più avverso, Marco Tullio Cicerone, prontamente divulgò quel proclama, subito giudicato come una minaccia. Fu instaurato lo ‘stato d’assedio’ e in tale clima si svolsero le elezioni. E Catilina fu battuto nelle urne: intreccio perfetto di strategia della tensione e gestione dei pentiti. Cicerone era giunto al vertice del potere mettendosi agli ordini dell’oligarchia. Fu perciò, come spesso i transfughi, il più implacabile avversario della ‘rivoluzione’. Al culmine dello scontro non esitò a varcare i confini della legalità, illudendosi, per un tempo non breve, di poter rimanere, grazie a tale ‘benemerenza’, al vertice della Repubblica. Non aveva capito di essere soltanto una pedina, non un capo: gli mancava un esercito. Era suonata l’ora dei capi carismatici e delle loro legioni.

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LA STORIA DEL MONDO IN DODICI MAPPE. - Jerry Brotton, Virginio B. Sala
BGC C 673/9028

Nel corso della storia le carte geografiche hanno modellato la nostra visione del mondo e il posto che vi occupiamo. In questo libro, Jerry Brotton sostiene che, lungi dall'essere meri strumenti della scienza, le mappe del mondo sono inevitabilmente descrizioni parziali e soggettive, intimamente legate ai sistemi di potere, all'autorità e alla creatività di tempi e luoghi particolari. I disegnatori di mappe non si limitano a raffigurare il mondo, lo costruiscono sulla base delle idee vigenti nella loro epoca. Questo libro analizza il significato di dodici mappe del mondo riprese dalla storia globale, a partire dalle rappresentazioni mistiche della storia antica e per finire con le immagini di derivazione satellitare contemporanee. Ricrea gli ambienti e le circostanze in cui queste carte sono state fatte, mostrando come ciascuna di esse trasmetta un'immagine estremamente personale del mondo: la prospettiva cristiana centrata su Gerusalemme del "mappamundi" di Hereford del XIV secolo; la più antica mappa coreana che mostra la Terra intera, compresa l'Europa; la prima autentica visione del mondo globalizzato del portoghese Diego Ribeiro agli inizi del XVI secolo; la proiezione negli anni Settanta del Novecento che aveva l'ambizione di dare uguale dignità al "terzo mondo" e il pianeta secondo Google. Brotton rivela come ogni mappa abbia tanto influenzato quanto riflesso gli eventi contemporanei e come, leggendole, si possano meglio comprendere gli universi che le hanno prodotte.

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UN CANTO SALVERÀ IL MONDO. 1933-1953: LA MUSICA SOPRAVVISSUTA ALLA DEPORTAZIONE. - Francesco Lotoro
BGC C 726

Da più di trent'anni Francesco Lotoro, pianista e compositore, recupera la musica scritta nei Campi di concentramento e nei luoghi di cattività militare e civile tra il 1933, anno dell'apertura del Lager di Dachau, e il 1953, anno della morte di Stalin e graduale liberazione degli ultimi prigionieri di guerra detenuti nei Gulag sovietici. Questo libro racconta la sua ricerca, che con un lavoro instancabile di recupero, studio, revisione, archiviazione, esecuzione e registrazione ha portato alla costruzione di un archivio di ottomila partiture, tutte opere di musica concentrazionaria. Oltre alle partiture, Lotoro ha ritrovato diecimila documenti di produzione musicale nei campi (microfilm, diari, quaderni musicali, registrazioni fonografiche, interviste a musicisti sopravvissuti) e tremila pubblicazioni universitarie, saggi di musica concentrazionaria e trattati musicali prodotti nei Campi. È l'impresa epica della costruzione di un archivio straordinario e unico al mondo. Un viaggio nella musica e nella storia che svela un modo nuovo di raccontare i capitoli più bui del Novecento: indagando le strategie del genio creativo e dell'emozione attraverso le quali una vicenda umana può entrare in una partitura e da qui oltrepassare le maglie del suo tempo per accedere all'eternità.

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STORIA DEL PARTITO FASCISTA. MOVIMENTO E MILIZIA. 1919-1922. - Emilio Gentile
BGC C 510

Cento anni fa, per tutto il 1921 e poi nel 1922, l'Italia fu investita da una guerra civile scatenata dal fascismo, autoproclamatosi ‘milizia della nazione', contro tutti i partiti avversari. Da cento anni gli osservatori coevi e poi gli storici hanno cercato di spiegare un fenomeno così sorprendente, proponendo le più varie interpretazioni. In questo libro Emilio Gentile, avvalendosi di una vasta documentazione di archivi pubblici e privati, ricostruisce le vicende che provocarono il crollo della democrazia italiana e posero le fondamenta di un regime totalitario. Come ebbe inizio la marcia del fascismo? Chi erano i fascisti? Chi erano i finanziatori dello squadrismo? Chi si oppose e chi favorì la conquista fascista del potere? Fu Mussolini il duce che guidò il fascismo al potere o fu il fascismo che spinse Mussolini al potere, trasformandolo in duce? A queste domande Emilio Gentile ha cercato di dare risposte realistiche, documentate e argomentate. E con le sue risposte racconta una storia del fascismo che va oltre le interpretazioni tradizionali o convenzionali, perché i suoi protagonisti sono persone in carne e ossa e non astratte entità collettive.

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INTERPRETARE FRANCESCO. I FRATI, I PAPI E I COMMENTI ALLA REGOLA MINORITICA (SECC. XIII-XVI). - Francesco Carta
BGC C 717

«Comprendete e osservate la Regola senza alcuna interpretazione, puramente e in semplicità». Con queste parole Francesco d’Assisi, ormai malato e prossimo alla morte, intimava i suoi frati a non commentare la Regola evangelica che Dio gli aveva donato e che lui aveva voluto come norma fondamentale per il suo Ordine. Solo pochi anni dopo, tuttavia, i suoi seguaci, appoggiandosi sull’autorità papale, si lanciarono in un’intensa riflessione sulla Regola che commentarono, glossarono, chiarirono utilizzando in maniera originale l’armamentario esegetico che avevano conosciuto durante i loro studi. Perché i frati andarono contro la volontà di Francesco? Quale fu la vera posta in gioco nell’interpretare la Regola? Perché nel corso di tre secoli i Minori scrissero un numero di commenti che non ha confronto rispetto agli altri Ordini religiosi? Attraverso l’indagine dei testi e dei loro autori, delle vicende della loro diffusione, del pubblico a cui si rivolsero e delle finalità con cui furono scritti, il libro prova a rispondere a queste fondamentali domande.

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LIBERTÀ INUTILE. PROFILO IDEOLOGICO DELL'ITALIA REPUBBLICANA. - Gianfranco Pasquino
MAG C 10770

Quando scelse la repubblica, il popolo italiano, appena uscito dalle rovine di una dittatura e di una guerra mondiale, affidò all'Assemblea costituente l'impegnativo compito, condiviso da tutti (o quasi), di costruire un paese migliore. Ma la repubblica che ne è uscita è stata all'altezza di quelle speranze? Se lo chiedeva già Norberto Bobbio nel suo fondamentale "Profilo ideologico del Novecento italiano", fermandosi però sulle soglie del 1968, e se lo chiede oggi Gianfranco Pasquino, raccogliendo l'eredità del grande filosofo torinese e provando a impostare nuovamente una riflessione che riesca a cogliere l'accidentato percorso della nostra mutevole e inquieta storia repubblicana. A partire dalle fondamenta costituzionali, Pasquino sismografa gli smottamenti culturali gli umori e i contrasti che, di decennio in decennio, hanno attraversato la nazione e coinvolto i suoi protagonisti. Così ci immergiamo nelle contraddizioni delle tre grandi culture politiche del Novecento: il liberalismo, fondamentale durante la Resistenza e sminuito nella ricostruzione del dopoguerra; il comunismo, lacerato all'interno dal dibattito fra i desideri di riformismo parlamentare e le pulsioni semirivoluzionarie, negli anni caldi delle contestazioni di piazza; l'area democristiana, appesantita dal troppo potere politico economico e sociale accumulato senza controlli, fino alla resa dei conti di Tangentopoli. E poi ancora i mutamenti delle stagioni recenti: la personalizzazione della politica propiziata dal berlusconismo e l'affermarsi di nuove culture che strizzano l'occhio all'antipolitica e al populismo. Il quadro che ne viene fuori è un'inedita biografia della nazione: un paese di passioni ideologiche ed enormi contraddizioni, in cui le fortune dei leader durano il tempo di una stagione. E allora, attraversando le riflessioni di Pareto, Calamandrei, Gramsci, Sartori, prende forma il dubbio di Pasquino: la democrazia italiana ha disatteso le promesse costituzionali? Quella conquistata con tanta fatica è stata forse una Libertà inutile?

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IDENTITÀ DI CONFINE. STORIA DELL'ISTRIA E DEGLI ISTRIANI DAL 1943 A OGGI. - Mila Orlic
BGC C 724

Questo libro propone una nuova prospettiva sulla storia dell’Istria tra il crollo del regime fascista e il dopoguerra con l’uso di inedite fonti jugoslave dagli archivi croati e serbi. Attraverso l’analisi delle dinamiche di instaurazione del potere popolare e delle loro interazioni con una società locale plurilinguistica, l’autrice mette in luce la complessità di una regione di confine, caratterizzata da molteplici, mutevoli e spesso indefinibili forme d’identificazione. Lo sguardo dal basso permette di ricostruire una varietà di relazioni sociali e culturali irriducibili alle categorie nazionali e alle rappresentazioni nazionaliste, nel contesto di definizione dei nuovi confini tra Italia e Jugoslavia nel secondo dopoguerra. Il libro offre, infine, una riflessione critica sull’impatto pubblico di questi temi, analizzando la problematica integrazione dei profughi istriani nell’Italia del dopoguerra e indagando l’intreccio delle loro narrazioni da “esuli” con le più recenti politiche della memoria.

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DONNE DI CARTA. PERSONAGGI FEMMINILI DELLA LETTERATURA ITALIANA DA DANTE A TASSO. - Natascia Tonelli
BGC C 706

Le donne di carta della letteratura italiana: grandi personaggi femminili che rivendicano una considerazione diversa, meno stereotipata e meno rassegnata alle formule definitorie a uso scolastico. Beatrice, tradizionalmente vista quale rappresentazione allegorica della grazia divina, o della teologia, in questo nuovo ritratto rivela consistenza caratteriale e intellettuale e una straordinaria personalità: «grazie a una donna, Dante ottiene il permesso di soggiorno in una società anti-patriarcale». Francesca da Rimini, che la critica ci dipinge quale ingenua cultrice di romanzi d’amore, si impone invece come una donna straordinariamente colta, che dialoga alla pari col più grande dei poeti latini, Virgilio, a cui rende ripetuti omaggi letterari, e con Dante, citandone e adottandone i maestri. E poi Laura, carnalmente desiderata da un Petrarca ben più amante di quel che si creda; Fiammetta, che prende in mano la penna per raccontare lei stessa il suo triste romanzo d’amore; Lucrezia, che nella Mandragola conferisce una ben diversa sostanza a quel suo nome tanto impegnativo, sinonimo della più alta virtù muliebre; la sapida Nencia, versione rustica, scaltra e rotondetta delle innamorate eteree; Angelica, costretta alla fuga perenne dalla violenza maschile, bruta — e legittimata — anche nei più gloriosi paladini; Clorinda, fin dalla nascita vittima di successivi, ripetuti mancati riconoscimenti — identitario, di genere, di razza, di religione… —, destino tragico di inappartenenza che la condurrà alla morte; per concludere con la complessa, e in verità irredimibile, straordinariamente moderna figura della strega Armida.